AVERSA. La temperatura aumenta, e non solo per il caldo. A rendere l’aria irrespirabile non è solo Scipione, o l’alito del drago, ma soprattutto, ad Aversa e nell’intero agro, i continui roghi che vengono applicati. È ormai all’ordine del giorno, al tramonto, alzare gli occhi al cielo e vedere nuvoloni neri e densi propagarsi nell’aria. Oggi, a differenza del passato, c’è una maggiore consapevolezza del problema e forse per questo ‘Terra dei fuochi’ fa sempre più paura. Un grido di dolore, un monito, arriva ancora una volta dalla Chiesa. Avvenire, il quotidiano dei Vescovi, è ormai un mese circa che si occupa costantemente del problema ed ha sollevato il problema a livello nazionale catalizzando l’attenzione anche dei ministri Balduzzi e Clini. Il Vescovo della Diocesi di Aversa, Mons. Angelo Spinillo con un manifesto pubblico ancora una volta, in seguito anche all’intervista rilasciata ai microfoni di Pupia.tv lancia l’allarme: “Cari fedeli, le nostre amate campagne sono diventate una pattumiera a cielo aperto di rifiuti industriali altamente tossici e nocivi per la salute. Ad ogni ora del giorno e della notte, altissimi roghi sprigionano colonne di fumo nero e puzzolente che avvelenano l'aria e le persone. Siamo molto preoccupati per il nostro territorio e per le nostre vite. Il pensiero corre soprattutto ai bambini e agli ammalati. Vi siamo accanto in questi momenti difficili. Stiamo soffrendo per voi e con voi. Insieme a voi gridiamo al mondo il dolore ma anche la speranza che questa somma ingiustizia finisca presto. L'aria ce l'ha donata Dio, nessuno è il padrone. L'aria ci è indispensabile più del pane, nessuno ha il diritto di insozzarla, avvelenarla. A nessuno è concesso di deturpare la nostra terra e rattristare i cuori. Siamo indignati per quanto accade sotto gli occhi di tutti. Non bisogna, però, cedere allo scoraggiamento. Non siamo soli in questa battaglia. Insieme a noi la l'intera Chiesa diocesana prega, soffre, spera. Anche tanta gente onesta, buona e generosa si sta prodigando perché questa sciagura giunta a termine. Coraggio. Il Signore non ci abbandona”. Nel suo appello, poi, Mons. Spinillo, incoraggia a denunciare chi appicca i roghi: “Ognuno però faccia la sua parte. Impariamo a denunciare il male e chi lo compie. Siamo di esempio nel comportarci bene. Un giorno non lontano torneremo a passeggiare per le nostre campagne, lodando benedicendo Dio. Insieme veglieremo perché il Creato non venga più sfregiato. Abbiamo bisogno di vedere il cielo azzurro e l'arcobaleno. Il sole che brilla a mezzogiorno e le stelle che luccicano di notte. E' nostro diritto. E anche se dovesse essere solo un sogno, sappiamo che prima di noi lo ha sognato Dio”
Nessun commento:
Posta un commento